venerdì 29 gennaio 2016

L'ombra lunga dei Magi

Ho sempre trovato molto affascinanti le figure dei Magi, i "sapienti" d'Oriente. E ho sempre trovato sorprendente come le tradizioni popolari che si sono sovrapposte nel corso dei secoli abbiano involontariamente ammantato di mistero la loro storia. Per quanto noi possiamo essere abituati a pensare che fossero tre e che fossero re, in realtà non è scritto da nessuna parte ed in nessun brano della Bibbia che i Magi fossero veramente tre re. Solo una attenta documentazione (la cui ricerca richiede un excursus in diversi testi al di fuori dei limiti canonici della Bibbia) può indurre a pensare che fossero re, vista la regalità del loro seguito. Ma anche qui non ci sono certezze storiche comprovate. In alcuni testi emerge che il loro numero potesse essere addirittura di 14. Alcuni brani in altri testi apocrifi parlano di "tre re", altri di "re dei magi" come se le figure dei magi fossero ben distinte da quelle dei re che rappresentavano. Una cosa è certa: erano comunque sapienti d'Oriente, sacerdoti astrologi di quella che allora era la massima potenza del Medio Oriente, la Persia, il cui dominio arrivava fino all'attuale India. I miei personaggi, a partire da Morgan, sono legati a doppio filo con le figure dei Magi: ne condividono la sapienza, la saggezza e la missione. La loro storia, esattamente come quella dei Magi, si incrocia con quella del Maestro e la mia finzione narrativa la fa iniziare proprio in quegli anni. L'ombra lunga dei Magi compare - solo l'ombra, ho detto :-) - ne La fata fuggita dove nell'intreccio ho inserito alcune figure ispirate allo zoroastrismo.

venerdì 15 gennaio 2016

Oridio e dintorni

In alcuni miei racconti viene citato un materiale che si chiama "oridio". Naturalmente si tratta di un materiale inventato all'interno della mia finzione narrativa. L'oridio lo presento come un "isotopo instabile dell'oro". Volutamente non ho approfondito le qualità chimico-fisiche perché temevo di annoiare troppo il lettore. Non mi sono nemmeno preso la briga di presentarlo come elemento credibile: in alcuni passaggi narrativi ho dato voce ad alcuni personaggi secondari facendo dire loro che "l'oridio, per le qualità che presenta, non potrebbe neanche esistere". Come dicevo (e lo ripeto), si tratta di finzione. Quello che serve sapere al lettore è che l'oridio è una specie di oro e, come tale, rivestirà sempre un ruolo di primo piano nei miei racconti. L'oridio costituirà anche un elemento fondamentale per consentire ai miei personaggi principali di poter costruire una buona parte di tutti i gioiellini ipertecnologici di cui dispongono, come ad esempio il phonolo, una specie di palmare le cui funzionalità non hanno ancora fatto l' "esordio" che meritano nei miei racconti. O come il fucile demolecolizzatore (Piccoli enigmi nascosti nel bosco); oppure gli scorpioni volanti (Perturbazioni invisibili).
L'oridio non è il solo elemento "particolare" che troverete nei miei racconti. Diciamo che l'unico inventato: esso sarà accompagnato da altri elementi ai quali, nell'universo narrativo che ho immaginato finora, è accomunato da un sottile (ma solido!) denominatore comune. Gli altri elementi  sono la commiphora, la boswellia e l'aloe, elementi tutti quanti realmente esistenti.
Quale sottile filo può accomunare elementi apparentemente così differenti tra loro? Questa è una domanda che potrebbe venire spontanea. La risposta però è molto articolata e potrebbe bruciare il piacere della lettura a qualcuno dei miei lettori. Diciamo solamente che questo filo sottile è legato all'origine dei miei personaggi (Morgan e gli "altri") che presenterò via via sul mio blog, oltre che nel corso dei miei racconti. La loro origine (e la loro missione "ancestrale") è a sua volta legata a questi elementi e agli eventi che sono "accaduti" tanto tempo fa. Ma torniamo all'oridio e agli altri elementi: la loro combinazione è alla base di un composto che viene usato dai miei personaggi per effettuare le sedute ipersensoriali delle quali parlerò più avanti. Spero di aver solleticato la curiosità di qualcuno.

giovedì 7 gennaio 2016

Nikola Tesla

In questo breve racconto ho voluto includere un piccolo omaggio a Nikola Tesla. Probabilmente pochi hanno sentito parlare di Tesla e mi ha sempre sorpreso come la sua figura sia potuta rimanere (e lo è tuttora!) nascosta nell'oblio nonostante l'enorme apporto dato alla scienza. Ho avuto occasione di leggere alcuni libri su Tesla (raccogliendo su quest'altro mio blog alcuni brani celebri) e di capire come quest'uomo, vissuto a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, fosse stato così geniale. Se dico Edison molti di voi penseranno all'inventore della lampadina e penseranno come quest'ultimo, contemporeaneo di Tesla, debba essere stato così geniale per aver fatto la sua invenzione. Ebbene Edison, in termini di conoscenze scientifiche, invenzioni e brevetti, non poteva nemmeno reggere il confronto con Tesla. La cosidetta Guerra delle Correnti che si creò a fine Ottocento a fronte della crescente industrializzazione nel mondo, era anche uno scontro tra l'uso della corrente continua, ideata e sostenuta da Edison, e l'uso della corrente alternata, ideata e sostenuta da Tesla. Se oggi tutti noi usiamo corrente alternata, potete ben immaginare l'esito della competizione. Forse viene spontaneo chiedersi come mai Tesla sia stato dimenticato: forse perché non ha mai amato la falsità dei banchieri, in particolare J.P. Morgan (altro suo contemporaneo) ? Comunque, al di là di queste diatribe, se volete avere una idea più precisa della genialità di Nikola Tesla, tenete presente che quest'ultimo non è mai stato convinto nemmeno dalla teoria della relatività di Einstein. Per molti di voi Einstein è una icona della scienza ma è bene tenere presente che anche le teorie di Einstein hanno un pò di pecche nascoste che solo gli addetti ai lavori conoscono benissimo. Insomma nemmeno la relatività di Einstein è perfetta. E indovinate un pò sulla base di quali osservazioni si confuta tale teoria? Su osservazioni fatte da Nikola Tesla!
Nikola Tesla è morto nel 1943, dimenticato, in un albergo di New York. Alla sua morte, pochissime ore dopo, pare che funzionari dell'FBI abbiano requisito tutti i suoi appunti, i suoi studi scientifici non ancora pubblicati ed una serie di suoi oggetti riempiendo il vano di un camion. Tutto il materiale è ancora oggi ricoperto dal vincolo "most secret" (un livello più severo del più famoso "top secret").
Interessante (ed inquietante).