venerdì 23 settembre 2016

Heisenberg

La figura di Werner Heisenberg giganteggia nella storia della fisica del XX secolo. In particolare è legata alla meccanica quantistica, vera nuova frontiera ai tempi dello scienziato tedesco al quale, nel 1932, è stato conferito il premio Nobel per la fisica grazie ai suoi numerosi contributi, tra i quali il suo (omonimo) principio di indeterminazione. Heisenberg è stato un autentico genio anche se, a detta di chi l'ha conosciuto, il nostro Ettore Majorana aveva un qualcosa in più. Durante la seconda guerra mondiale, Heisenberg ha tenuto tutto il mondo con il fiato sospeso perché, tra gli scienziati tedeschi del suo calibro, è stato l'unico che, per amor della patria, si era rifiutato ad abbandonare la Germania nazista. Il contesto dell'epoca era abbastanza fosco: i nazisti volevano costruire la bomba atomica e per farlo, tra le altre cose, avevano principalmente bisogno di uranio e acqua pesante. E una mente geniale. L'uranio era assicurato dalle ultime conquiste in Europa (tra i vari saccheggi c'erano anche le miniere strategiche), l'acqua pesante era fornita dall'unico impianto di produzione allora esistente nella Norvegia appena occupata. E la mente geniale? Avrebbe dovuto essere quella di Heisenberg. A detta di molti pare non sia stato all'altezza. A detta di altri (e qui viene il bello) pare che Heisenberg abbia volutamente rallentato i piani di ricerca dei nazisti. Per chi volesse approfondire il tema, consiglio la lettura di questo saggio avvincente che lascia ampi spazi alla finzione letteraria: La storia segreta dell'atomica tedesca (Thomas Powers).

In questo mio racconto ho solo fatto brevi accenni su Heinsenberg, intrecciando a tratti le sue vicende con quelle dei miei personaggi. In futuro non escludo di darne maggiore risalto.