La fata fuggita, opera di Darius Tred, copertina ufficiale.Tiziano spiegò che vi era una precisa relazione tra ogni torre e l’enorme albero che la sovrastava. La funzione dell’albero era quella di percepire tutta l’energia possibile e di trasmetterla alla torre.
«Tu sei un giardiniere e dovresti ben sapere come funzionano le piante» disse. «Esse vivono grazie alla luce del sole, ne assorbono i raggi e attraverso la fotosintesi traggono l’energia per vivere. La luce è energia.»
La spiegazione era affascinante. Ma Saverio non riusciva a cogliere alcuni passaggi.
«Da dove proviene tutta questa luce? Non vedo il sole» chiese guardando fuori dalla finestra. «Mi sembra ancora di percepire la notte, lassù sopra le nuvole.»
«Come forse Maddalena ti avrà raccontato, questo è il regno dell’energia, generato da tutte le menti degli uomini. La luce è energia e l’energia è luce.»
Saverio annuì. Non aveva ancora capito perché continuava a chiamare Ueuel con il nome di Maddalena. Quel dettaglio lo avrebbe appurato in seguito: ora la sua attenzione era catalizzata dalle spiegazioni di Tiziano.
«Quel bonsai che vedi è connesso direttamente con l’albero al di fuori della torre, attraverso le radici. E trasmette qui dentro tutta la sua energia.»
Il custode osservava incuriosito. Sapeva bene come il concetto di energia fosse difficile da capire per gli esospiriti come Saverio.
Tiziano riceveva spesso visite di esospiriti erranti che altro non erano che proiezioni mentali di gente sognante. Sebbene particolarmente carico di vibrazioni energetiche rispetto alla norma, quel giardiniere era pur sempre una persona sognante. Da qualche parte giaceva addormentato nel suo mondo, un mondo dove l’energia pura era sistematicamente imbrigliata nei limiti della materia. Limiti che non potevano fare altro che indurre chiunque a pensare di vivere l’unica realtà possibile. Tutto il resto non poteva che essere sogno o magia.
Oppure mistero insondabile.

( Estratto da La fata fuggita )

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