La fata fuggita, opera di Darius Tred, copertina ufficiale.Saverio non era un fisico né un matematico ma la spiegazione di Rossana era molto chiara. E capiva benissimo che una differenza di quella portata era piuttosto notevole.
«Quindi» riprese la moglie «nel corso di questi studi è stato introdotto il concetto di “materia oscura” ovvero materia che non vediamo ma che, in qualche modo, esiste.»
«Ma lo spazio tra una stella e l’altra è completamente vuoto? Non ci sono asteroidi, polveri, gas e altre diavolerie del genere?» chiese Saverio.
«No. Le polveri le vedremmo, i neutrini verrebbero respinti dalle galassie, eventuali buchi neri sarebbero rilevabili perché hanno anche loro una massa. E’ un mistero. L’unica cosa certa che sappiamo della materia oscura è che esiste. E’ qualcosa che non riusciamo vedere. E che non riusciamo nemmeno a percepire. Ma esiste.»
«Tu che ne pensi?» chiese il giardiniere dopo un attimo di silenzio.
«Penso che esistano altri mondi» disse Rossana con gli occhi accesi di entusiasmo. «Altri universi. Universi paralleli. O almeno che l’universo che osserviamo non sia l’unico. Esistono altri mondi, altre dimensioni, altri universi. Chiamali come vuoi, ma questo non è l’unico regno della materia possibile.»
Altri universi. Saverio rimase colpito da quella sua affermazione. Intrigante, affascinante e persino ovvia. In quell’istante, gli si riaffacciò ancora alla mente il ricordo della ragazzina che aveva sognato. Sbarazzina, con i riccioli ribelli. Ora gli pareva di sentire riecheggiare quella sua risata vivace.
«Universi paralleli. Ho già sentito queste parole» disse Saverio cercando di scacciare il ricordo della ragazzina.
«Sicuramente. Le storie di fantascienza si sprecano.»
«Ma tu studi scienza, non fantascienza» la punzecchiò Saverio. «Pensi davvero che esistano? E come ci si arriva? Coi varchi spazio-temporali?»
«Altra idea usata e strausata che proviene dai romanzi di fantascienza e da film di infima categoria» rispose la donna.
«E dai. Stavo scherzando.»
«Ci sono diverse teorie, alcune delle quali semplicemente sostengono che non sia possibile mettersi in comunicazione con questi altri universi. Altre teorie parlano di spazio multidimensionale. Ma ti ricordo che mi hai chiesto una spiegazione della durata di un caffè. E il nostro caffè l’abbiamo bevuto da un pezzo. Potrei darti una lunga serie di spiegazioni ma prima dovrei farti un trattato di fisica quantistica.»
Fisica quantistica. Quelle parole fecero accendere un nuovo pensiero nella mente di Saverio: come per “Morgan”, le aveva già sentite da qualche parte di recente. Forse nel suo sogno spezzettato? Non poteva ricordarlo.

( Estratto da La fata fuggita )

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